Il mio testamento biologico

Posted on 28 aprile 2011 di

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Io non contesto la Binetti quando indossa il cilicio.
Ognuno si rovina la vita come vuole.
Contesto alla Binetti che il cilicio lo voglia mettere a me e a tanti che come me proprio non riescono a sentirne il bisogno.
Se la Binetti (il suo Dio gliene scampi) si dovesse trovare nel malaugurato caso di vivere per 17 anni attaccata ad una macchina che le dà da bere e da mangiare, come successe alla povera Eluana Englaro, faccia come vuole: aspetti la vecchiaia e che il Signore la tragga a sé.
Ma non si azzardi a dirmi quello che dovrei fare io o non fare io se mi trovassi nella stessa situazione.
Non si azzardi ad obbligarmi a subire nell’incoscienza un “cilicio” che mi lega il corpo alla vita, mentre la coscienza è morta.
La sofferenza cristiana non fa per me, perché cristiano non sono e masochista nemmeno. Lei ha un aldilà in cui credere, io no. Mi lasci l’unico vantaggio dell’essere ateo: poter decidere di farla finita.
Nulla di più: solo di lasciarmi morire in pace, magari con meno dolore possibile. Chiedo troppo?
Con questa legge contro il testamento biologico, di cui la Binetti è paladina, non si può fare. Io da cosciente non ho il diritto di dire ai medici: lasciatemi morire quando di coscienza e di speranze non ne avrò più. Se non ho questo diritto di scelta, perché dovrebbe averlo una maggioranza parlamentare per me?
Si badi bene, una maggioranza trasversale che va dall’Udc della Binetti, a Fioroni del Pd, a Berlusconi. Quel Berlusconi che di fronte al dolore della famiglia che per 17 anni ha assistito Eluana e che ha solo voluto rispettare la sua volontà, disse: “Eluana potrebbe anche in ipotesi generare un figlio”.
Vi lascio con quello che Montanelli scrisse due anni prima di morire:
“Io non voglio soffrire, io non ho della sofferenza un’idea cristiana. Ci dicono che la sofferenza eleva lo spirito; no la sofferenza è una cosa che fa male e basta, non eleva niente. E quindi io ho paura della sofferenza. Perchè nei confronti della morte, io, che in tutto il resto credo di essere un moderato, sono assolutamente radicale. Se noi abbiamo un diritto alla vita, abbiamo anche un diritto alla morte. Sta a noi, deve essere riconosciuto a noi il diritto di scegliere il quando e il come della nostra morte.”
E qui c’è un video in cui l’onorevole Binetti attacca un prete, accusandolo di apologia di suicidio. Ma non è un prete qualunque: è Don Gallo. Se ci fossero meno Binetti e più Don Gallo in giro, saremmo tutti un po’ più cristiani.

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