Berlusconi: “Sapevo che Ruby era minorenne”. Intercettato e tradito

Posted on 16 gennaio 2011 di

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Due passi, ieri.
Uno solo, oggi.
Poi, l’abisso.
Mille indizi a spingerlo nel vuoto, fino a ieri Berlusconi era aggrappato disperatamente a due funi, apparentemente solide.
Due domande che finchè senza risposta gli lasciavano una certa sicurezza.
Berlusconi ha fatto sesso con Ruby?
Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne dall’inizio?
Sembra che la seconda fune si sia spezzata. Che la seconda domanda abbia avuto risposta: .
Berlusconi sapeva che Ruby era minorenne. Fin dall’inizio.
E’ questo almeno quello che scrive il Fatto Quotidiano di oggi.
Rivela infatti il contenuto di un’intercettazione tra Berlusconi e Nicole Minetti, la sua fidata igienista dentale che protesse Ruby (o il premier da lei) precipitandosi in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010, perché le fosse affidata la minorenne, indicata dal presidente come “nipote di Mubarak”.
Ebbene la Minetti qualche mese dopo telefona a Silvio Berlusconi e, ligia al dovere, lo avverte di nuovi guai all’orizzonte: Ruby è stata interrogata a Genova da un magistrato arrivato da Milano (il procuratore aggiunto Pietro Forno).
Il presidente del Consiglio col suo innato ottimismo, la tranquillizza con noncuranza. Troppa.
Usa queste parole:
“Non importa, tanto non potranno mai dimostrare che io sapevo che è minorenne”.
Si tradisce, dunque? Forse.
E’ancora una volta questione di verbi. Ricordate? Ieri si diceva che Berlusconi si era tradito nella telefonata alla questura perchè aveva detto riguardo Ruby “di affidarla” a Nicole Minetti. E si affidano i minorenni, non i maggiorenni.
Ma volendo Berlusconi avrebbe potuto sapere della vera età di Ruby appena prima della telefonata, e quindi molto dopo gli incontri ad Arcore.
Stavolta invece è questione di modi verbali.
All’accusa Berlusconi potrebbe infatti obiettare: nella telefonata non ho mai detto che sapevo che Ruby era minorenne. Ho detto solo che non potranno mai avere prove per dimostrarlo. Lo dico e lo ribadisco, non le hanno perché non è vero.
Ma l’obiezione all’obiezione potrebbe essere: e allora caro signor B. perché non ha usato il congiuntivo?
Perchè non ha detto invece : “Non importa, tanto non potranno mai dimostrare che io sapessi che fosse minorenne”.
Non una, ma due volte ha usato l’indicativo. L’indicativo, il modo della certezza. Lui sapeva che è minorenne.
Se la seconda fune non si è spezzata, poco ci manca. Ne rimane un filino grammaticale. Berlusconi potrebbe dire: non sono un pedofilo, sono solo un povero sgrammaticato!
Adesso però manca la prova che il premier abbia fatto sesso con Ruby. Manca l’ultima grossa fune di salvataggio.
Quanto grosse sono le cesoie che hanno in serbo i pm?
Sappiamo solo di non sapere. E un’altra cosa.
Che il Bunga Bun-Gate continua.

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Posted in: Cronaca, gossip, Politica